La questione dell’ordo verborum

La questione dell’ordo verborum viene spesso trascurata nelle scuole, forse perché messa in relazione con le traduzioni dall’italiano al latino, abolite ormai da molti anni. Tuttavia sarebbe opportuno rendere i discenti consapevoli dell’importanza della collocazione delle parole non solo per l’individuazione della funzione logica delle stesse, ma anche per il conseguimento di particolari effetti patetici e retorici. Inoltre, pur nella sua libertà, anche il latino denota una costruzione preferenziale.  Conoscerla può essere utile anche ai fini di una migliore traduzione.

Riporto i casi più ricorrenti, attenendomi a quanto indicato da Giovanni Polara.

  • all’inizio della frase il SOGGETTO, alla fine il VERBO, in mezzo i vari COMPLEMENTI e le altre DETERMINAZIONI
  • prima del predicato l’ACCUSATIVO DELL’OGGETTO e prima di questo un eventuale DATIVO
  • una parola che ne detrmina un’altra generalemente la precede, ma un’espressione composta da più parole che determini un’altra parola generalmente la segue
  • la NEGAZIONE si colloca prima del verbo
  • il PRONOME: il pronome PERSONALE che funge da SOGGETTO di solito non è espresso. Se è presente, si situa all’inizio della proposizione. Il pronome RIFLESSIVO se si colloca prima del predicato, eventualmente staccato per mezzo di complementi (es. Germani se ex castris eiecerunt = I Germani si scagliarono dagli accampamenti)
  • l’AGGETTIVO POSSESSIVO a volte segue il termine cui si riferisce (es. pater meus = mio padre)
  • l’AGGETTIVO DIMOSTRATIVO quando segue il sostantivo ha valore molto intenso
  • il VERBO generalmente chiude l’enunciato
  • l’AVVERBIO è un determinante, perciò precede la parola cui si riferisce (es. valde cupio = desidero vivamente)
  • la CONGIUNZIONE: alcune non possono occupare il primo posto nella frase; a parte l’enclitica -que, autem, enim, igitur, quoque, vero trovano posto dopo una o più parole
  • la PREPOSIZIONE si colloca tra attributo e sostantivo (es. magna cum laude = con grande lode); se dal sostantivo dipende un genitivo, questo segue spesso la preposizione (es. in animi securitate = nella tranquillità d’animo); stessa cosa quando il sostantivo è determinato da un verbo (es. ad beate vivendum = per vivere bene)
  • il SOGGETTO si trova per lo più all’inizio della frase, ma può essere posposto per dare rilevanza a qualche altro termine
  • l’APPOSIZIONE segue il sostantivo cui si riferisce (es. Vergilius poeta = il poeta Virgilio); per alcuni sostantivi come tragedia, fabula, provincia, urbs la collocazione è analoga a quella in italiano (es. urbs Roma = la città di Roma)
  • l’ATTRIBUTO precede, in quanto determinazione, il sostantivo da cui dipende; segue in alcuni casi particolari come populus Romanus e ius civile
  • il GENITIVO si comporta come le altre determinazioni, dunque precede il termine cui si riferisce (es. Romanorim virtus = la virtù dei Romani); se il sostantivo è accompagnato dall’attributo, il genitivo si colloca spesso tra i due (es. magna Romanorum virtus = la grande virtù dei Romani)

Esercizio

Alla luce di quanto letto, qual è dunque la traduzione corretta della frase Imperator hostium acies conspexit?

a) Il comandante scorse le schiere dei nemici.

b)Il comandante dei nemici scorse le schiere.

Soluzione

La frase corretta è la a). Poiché il genitivo precede il termine al quale si riferisce, hostium sarà rivolto ad acies e non a imperator. 

Published in: on marzo 5, 2008 at 9:45 am  Lascia un commento  
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