Suggerimenti per una traduzione corretta

Se osserviamo i nostri alunni mentre sono alle prese con una traduzione, ci accorgeremo che buona parte inizia col brandire il vocabolario, alla ricerca affannosa del significato di tutti le parole presenti nel testo. Sappiamo che questo metodo non è assolutamente efficace e che anzi distoglie l’attenzione da altri elementi significativi, quali il messaggio, lo scopo, i rapporti morfosintattici.

Come procedere:

  1. leggere con attenzione il titolo
  2. leggere ad alta voce (o mentalmente): va ricordato, infatti, che i testi antichi non erano destinati ad una lettura silenziosa
  3. analizzare periodo per periodo, valutando i rapporti sintattici, individuando in primo luogo i predicati verbali, quindi i soggetti, quindi i casi presenti in ogni proposizione
  4. infine aiutarsi col dizionario per chiarire il significato di alcuni vocaboli sconosciuti

Quanto al vocabolario, ricordare che…

  • non serve cercare tutti i termini (spreco di tempo e scarsa efficacia per la traduzione)
  • le voci sul dizionario vanno lette per intero
  • non sempre le frasi tradotte sul dizionario sono corrette e adatte al nostro contesto
  • la traduzione dev’essere dal latino all’italiano, perciò è da evitare la pedissequa traduzione letterale, puntando invece ad un’adeguata resa nella nostra lingua.

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Published in: on marzo 5, 2008 at 10:34 am  Lascia un commento  
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Breve storia della traduzione

Risale al Medioevo la cosiddetta “traduzione verticale”, nata dall’esigenza di rendere i testi comprensibili a quanti, pur non conoscendo la lingua latina, erano desiderosi di accostarsi alla produzione letteraria e tecnica del mondo romano.

Alla fine del Medioevo si assiste ai primi volgarizzamenti, per rispondere alle richieste dei nuovi ceti borghesi.

Nel Rinascimento, che eredita dall’Umanesimo la passione per i classici, vengono prodotte  traduzioni  illustri, quali l’Eneide del Caro, le Metamorfosi ovidiane di Giovanni Andrea dell’Anguillara, e il Tacito di Bernardo Davanzati. In alcuni casi vengono operate delle variazioni rispetto all’opera originale, come nelle Metamorfosi di Apuleio del Firenzuola, che sostituisce i frati pagani con moderni frati di Sant’Antonio.

Si deve al Settecento un atteggiamento nuovo nei confronti dei classici, attribuibile in primo luogo all’influenza dell’Arcadia, che propugna una lettura moderna dell’antico, dando vita, talvolta, a traduzioni discutibili. Da ricordare sono invece le mirabili traduzioni di Sallustio operate dall’Alfieri.

L’interesse per la traduzione prosegue anche nell’Ottocento, secolo in cui il grande Leopardi si cimenta con la traduzione dell’Ars poetica di Orazio.

Dagli Anni Ottanta del Novecento proliferano di traduzioni scientifiche e di testi con traduzione a fronte, grazie allo sviluppo dell’editoria.

Published in: on marzo 5, 2008 at 8:58 am  Lascia un commento  
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LA TRADUZIONE

“La traduzione è un fatto antichissimo e indispensabile: ogni volta che vengono a contatto uomini con lingue diverse, perché possano stabilire rapporti tra loro è necessario che si intendano, dunque che almeno uno di essi traduca i suoi pensieri nella lingua dell’interlocutore e viceversa”.

Giovanni Polara, docente ordinario di Letteratura latina presso l’Università di Napoli, nel libro Guida alla traduzione dal Latino (1991) ci ricorda che la traduzione è un atto ineludibile per consentire la comunicazione tra individui di lingua e cultura diverse. Tradurre dal Latino, tuttavia, implica un elevato bagaglio di conoscenze, competenze e, non da ultimo, di motivazione, che permettano di restituire nella nostra lingua non solo il significato complessivo del testo originario, ma anche il suo livello stilistico ed il registro verbale impiegato dall’autore, nel rispetto di una lingua che, pur essendo compiuta (o “lingua morta” come amano definirla i più), non cessa di influenzare ed affascinare il nostro attuale universo linguistico e culturale.

Published in: on marzo 5, 2008 at 8:34 am  Lascia un commento  
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